Information overflow

CrowdIl recente rifiorire di soluzioni come Slack evidenzia un problema frequente nelle aziende: l’eccesso di comunicazione.

Non parlo di comunicazione strutturata o di circolazione di informazioni: parlo del rumore di fondo costante dell’email e dell’onere che comporta nella produttività ed efficacia di ognuno. E’ paradossale che ci siano funzioni aziendali che devono demandare la gestione della propria comunicazione ad assistenti, cui spetta la responsabilità di valutare e filtrare le informazioni importanti nel mare magnum della Inbox.

Luce in fondo al tunnelVedo la luce quando leggo di aziende che decidono di liberarsi del peso asfissiante dell’email e di riconquistarsi l’efficacia – e perché no, il piacere – della comunicazione diretta e del rapporto personale vis-a-vis.

 

I gioielli di famiglia

cassaforte_aperta

Preferiresti avere i tuoi gioielli sparsi in casa, in bella vista, o in cassaforte, al sicuro in una banca (ammesso che di questi tempi siano sicure …) ?
Sono sicuro che tra le due soluzioni, preferisci la seconda: se ci tieni davvero, non li lascerai dove chiunque può trovarli e prenderli: una cassaforte può essere scardinata, ma richiede tempo, impegno, strumenti e volontà. Insomma, si può fare, ma è faticoso: per esperienza – subìta – ti dico che i ladri ruberanno le cose più comode.
Cambio scena: i tuoi lavori salvati su un PC: meglio lasciarli lì, accessibili e disponibili a (quasi) chiunque, o salvarli su un server, dove sono protetti da una serie di accorgimenti tecnici, salvati periodicamente e controllati perché non vengano rovinati o perduti ? Anche in questo caso, so che preferirai la seconda opzione.

Qualcuno dirà che i documenti salvati sul desktop sono più comodi, più accessibili: vero. Ma ci sono tanti modi di impostare le cose in modo che i tuoi documenti sembrino sul Desktop o sul disco locale (così continuerai ad essere comodo), quando invece sono su un server al calduccio e al riparo.

Non lasciare i tuoi dati in vista e facili da rubare: mettili su un server e imposta i tuoi sistemi in modo che ti sembri di lavorare sul disco locale. Continuerai a lavorare felice, specie quando il disco del PC si romperà e non si porterà con sé nel Lete digitale tutto il tuo lavoro.

Braccia vs. Cervello

A_New_Sandow_PoseCito dal sito Mia mamma usa Linux:

“Nel panorama informatico moderno non si può più prescindere da sistemi di gestione centralizzata delle configurazioni. Troppo il numero di macchine da gestire, troppa la facilità con cui tali macchine una volta rese operative sfuggono al controllo, troppi i rischi di creare disallineamenti tra macchine le cui configurazioni devono essere identiche.”

E si parla di Linux, che in ambiente Enterprise significa server. Figuriamoci se parlassimo di client (Windows, ma anche Mac). Diventa assolutamente vitale, pena il totale degrado dell’ambiente e la moltiplicazione degli sforzi per mantenerlo funzionante.

Ricordatevi, dieci braccia non sostituiscono un cervello.

Chain of fools

http://www.flickr.com/photos/10213764@N02/
http://www.flickr.com/photos/10213764@N02/

Un Dirigente dell’azienda A chiede a un Dirigente dell’azienda B, sua partner, di rimandargli una mail di 5 anni fa, con le istruzioni per inviare richieste di assistenza tecnica.
Questi chiede al suo collaboratore di recuperarla, poi la trova e gliela inoltra chiedendogli di aggiornarla.
Questi la aggiusta e la rimanda al Dirigente A, che la inoltra al Dirigente B, che la inoltra al suo Dirigente capo dell’assistenza, che la inoltra al suo Tecnico, che la manda agli utenti, che morse il gatto, che si mangiò il topo, che al mercato mio padre comprò.

Siamo così riusciti a muovere 3 dirigenti, un quadro e un impiegato per mandare una mail di *tre righe tre* che diceva: “Per aprire una richiesta di assistenza mandate una mail a assistenza@azienda-B.com”.
Questa sì che è efficienza. Nel privato.
E poi parlano male della Pubblica Amministrazione …

Empatia batte bullismo 1-0

BullyDurante il mio ultimo incontro con i ragazzi di una scuola media parlavo di bullismo e dei comportamenti da tenere per contrastare episodi in cui si trovassero coinvolti.
Si parlava di reazioni, ma come sempre la prevenzione è la miglior cura: in questo caso, passa dall’empatia, cioè dal mettersi nelle scarpe dell’altro e sentire quello che sente, per evitare la tentazione di fargli ciò che non vorremmo ci fosse fatto.
Ecco, in Danimarca hanno introdotto un’ora di lezione di empatia proprio come prevenzione al bullismo, oltre naturalmente che come educazione civica/civile.

L’educazione parte dall’esempio, ma certo la continuità educativa a scuola farebbe molto più dei pochi interventi mordi e fuggi (come i miei) rivolti ai ragazzi.